Strategie di Comunicazione Online per i CEO

In quanto esseri umani tendiamo a creare più empatia con una persona che con un’azienda.

Sappiamo bene come i singoli canali di uno sportivo possano influenzare maggiormente rispetto ai canali della stessa squadra per cui giocano.

La stessa cosa vale per i CEO: se si utilizza il proprio profilo LinkedIn, si è in controllo del messaggio (e non lo è il giornalista) e ci si può approcciare in maniera più personale.

Alcuni tipi di contenuti funzionano meglio se raccontati dalla singola persona che non dall’azienda.

Prendiamo un esempio di M&A, in cui la comunicazione è stata gestita dalla società di consulenza internazionale Brunswick Group.

In questo caso i dipendenti dell’azienda acquisita hanno spesso paura di un potenziale licenziamento, dovuto al cambiamento di amministrazione.

Il team di comunicazione ha fatto realizzare al CEO dell’azienda più piccola un video da mandare ai dipendenti, in cui si spiegassero le ragioni dell’acquisizione, la visione comune delle aziende, e si facesse capire che non ci sarebbero stati licenziamenti improvvisi.

Grazie a LinkedIn un video del genere può essere sottoposto ad advertising, utilizzando il target specifico dei dipendenti di una determinata azienda; un approccio alternativo alla classica lettera, più fredda, distaccata e impersonale.

Attraverso la ricerca del 2019 “Connected Leadership” è stata analizzata la presenza digital (pagina Wikipedia e biografia sul sito corporate) e social (Linkedin, Twitter, Instagram, Facebook) dei 221 CEO più importanti in Italia.

Risultati:

  1. Il 21% dei CEO in Italia ha una pagina Wikipedia (paesi anglosassoni 44%)
  2. Il 66% dei CEO in Italia ha anche la biografia sul sito corporate (in America il 98%)

Se il CEO non ha una presenza online facilmente reperibile, rende molto difficile ad un giornalista il reperimento delle informazioni.

  1. Il 55% dei CEO è presente in almeno UN canale (dato positivo), ma nella maggior parte dei casi sono completamente abbandonati.
  2. Quanti CEO sono anche attivi sui social? Il 15% in almeno un canale.

Il canale principale per la comunicazione è LinkedIn, a seguire Twitter e Instagram.

Quindi?

Vediamo dei consigli pratici.

1. Rispetta la natura enciclopedica di Wikipedia.

Tentate modifiche di pagine Wikipedia per il proprio cliente/amministratore possono portare a ban e visibilità negativa, in quanto anche gli stessi tentativi rimangono nella cronologia pubblica.

2. Rispetta la diversità dei canali social.

I contenuti vanno presi e RIADATTATI a seconda delle varie piattaforme, e non attraverso un copia-incolla, ma contestualizzandoli.

3. Produci contenuti su LinkedIn.

A parità di budget, specie gratuitamente se si punta all’organicità della piattaforma, si può statisticamente raggiungere un numero di utenti superiore rispetto agli altri social.

4. Sfrutta le live.

Più persone vedranno il contenuto e riceverai il feedback in tempo reale.

Tutte queste attività stanno già facendo parte delle strategie digitali per le comunicazioni corporate,

perchè alcune cose sono più efficaci se raccontate dalla persona e non dall’azienda.

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Social Media Manager & economics student passionate about startups and digital innovation.

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Ludovico Maria Pincini

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